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Tecnologia: gli up&down del 2016

Tecnologia: gli up&down del 2016

di Ottavio Candura

Nel 2016 abbiamo avuto molte sorprese dal punto di vista tecnologico. L’anno appena concluso è stato segnato da nuove app, oggetti in ascesa, manie estive, novità nel campo dell’intelligenza artificiale. Ma è stato anche contrassegnato dal declino di alcuni device, nuovi attacchi hacker e da polemiche sulle “bufale”.

Al top delle novità tecnologiche 2016, per il clamore mediatico suscitato, si colloca sicuramente l’app della Nintendo Pokémon go. Pokémon go è diventata la mania di quest’estate, coinvolgendo centinaia di milioni di appassionati e non nella cattura dei primi 151 mostriciattoli tascabili. È stata spesso al centro di polemiche perché secondo molti non rispetta la privacy e per la sua pericolosità, in quanto distoglie l’attenzione delle persone dalla strada rischiando di causare incidenti automobilistici. Spesso si è trattato di “bufale” ma indubbiamente l’attrazione per l’app ha non raramente superato i limiti del buon senso. Dopo il boom estivo, il fenomeno si è via via ridimensionato e l’attenzione si sta ora spostando sulla nuova app Nintendo Super Mario Run che sta riscuotendo un grande successo.

Tra i successi tecnologici del 2016 si colloca certamente anche Snapchat. Da startup nel mirino di Facebook è passata a essere un grande competitore degli stessi social network di Zuckerberg a cui spesso ha dato dei punti. È rapidamente diventata l’app più popolare tra i teenager negli USA, portando molte innovazioni poi riprese anche dai rivali come i messaggi “usa e getta” che oggi compaiono anche in instagram, altra app emergente di Zuckerberg. Ha addirittura lanciato un paio di occhiali smart: gli Spectacles che permettono di fare video da condividere su snapchat.

Il 2016 ha consacrato il successo delle Stampanti 3D. Ciò che ha colpito di più in questo ambito è stata la grande varietà, mai sperimentata in precedenza. Abbiamo visto stampanti 3D giganti e stampanti piccole, stampanti per gioielli, stampanti per i bambini e le stampanti per i professionisti. Le nuove tendenze sono diventate evidenti e imprese neonate sono emerse.

Il 2016 ha fatto registrare notevoli progressi nel mondo dell’Intelligenza artificiale, tra cui i “bot” e le auto a guida autonoma. I bot (abbreviazione di robot) sono dei software basati sull’intelligenza artificiale che si comportano come degli esseri umani imitando il nostro modo di conversare e fornire notizie, informazioni sul meteo o assistenza per acquistare prodotti online. Zuckerberg ha annunciato che Messenger userà questi software. Facebook non è la prima società a investire sui bot come nuova forma di comunicazione e interazione con i computer, ma può contare su oltre 900 milioni di persone che utilizzano Messenger, una base enorme per sperimentare le funzionalità di questi nuovi software. Quindi, anche se i bot esistono da tempo e finora non hanno avuto molto successo, molti esperti sostengono che in breve tempo surclasseranno le app.

Nel 2016 le case automobilistiche hanno stretto molti accordi con altre aziende per costruire auto in alcuni casi anche totalmente autonome. Un esempio è FCA che ha deciso di cimentarsi nella ricerca grazie ad una collaborazione con Google. L’accordo di collaborazione tra le due aziende prevede l’integrazione della guida autonoma di Google all’interno di minivan Chrysler Pacifica Hybrid 2017 (pensati per trasportare fino a 8 persone) progettati ex novo. Si prevede che FCA realizzi circa 100 veicoli allo scopo. Anche Ford, Volvo, Tesla e molte altre case automobilistiche sono impegnate nello sviluppo dell’automobile con il pilota automatico.

Ma il 2016 non è stato un anno di soli successi nel campo tecnologico. Le vendite degli smartwatch sono ormai crollate. L’unica azienda che riesce ancora a vendere gli orologi intelligenti è Apple che resta a guida del mercato. Secondo i dati di LDC, criticati da Apple, le vendite sono calate del 71% in un anno. Ciononostante Apple ha presentato il suo nuovo Apple Watch Series 2 e molti fan della casa di Cupertino potrebbero aver aspettato la sua uscita per effettuare un nuovo acquisto. Ma il vero fallimento tecnologico dell’anno appena concluso è il Samsung Galaxy Note 7. Presentati ad agosto i nuovi tablet sono stati ritirati dal mercato mondiale dopo solo un mese per l’esplosione di alcune batterie, diventando così uno dei casi di insuccesso tecnologico più clamoroso di sempre. Sono stati vietati anche sui voli aerei tant’è che prima del decollo si fa sempre un annuncio che ricorda ai possessori del tablet che non è possibile il loro imbarco, facendo così una pessima pubblicità a tutta l’azienda e incidendo negativamente sul prestigio del marchio. Per Samsung è stato un duro colpo, stimato in 9,5 miliardi di dollari per le mancate vendite. Intanto è stato avviato un programma di sostituzione globale ed è stato rilasciato un “kill switch” per spegnerli definitivamente.

Il 2016 è stato anche l’anno degli attacchi hacker. Kaspersky Lab afferma nel suo rapporto annuale che il ransomware è la principale minaccia informatica del 2016. Un attacco ransomware rende inutilizzabili computer e smartphone fino a quando non si paga un riscatto facendoli quindi diventare dei cyber-ostaggi. Si calcola che viene attaccato un utente ogni 10 secondi. Questo malware è nato in Russia ma si è poi rapidamente diffuso in tutto il mondo. Yahoo è stato vittima del più grande furto di dati privati della storia che ha coinvolto un miliardo di account. Agli utenti sono stati rubati, oltre ai dati personali, anche password, indirizzi email, numeri di telefono e in alcuni casi anche domande di sicurezza con le relative risposte. L’azienda già non navigava in buone acque e Verizon, in trattative per l’acquisto, ha chiesto uno sconto all’ad Marissa Mayer.

Il 2016 sarà probabilmente ricordato anche come l’anno delle “Bufale sul web”. Facebook e Google sono state accusate da utenti ed analisti di aver favoreggiato Trump alle elezioni americane per la propagazione di notizie false. Le accuse si basano sul fatto che né il social di Zuckerberg né il motore di ricerca più famoso al mondo controllano le notizie per verificare la loro veridicità. Facebook ha deciso di usare software specifici chiedendo inoltre l’aiuto degli utenti. Google invece ha pensato a una modifica dell’algoritmo. Sul tema è recentemente intervenuto anche il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella il quale ha dichiarato al Financial Times che c’è bisogno di “una rete di organismi nazionali indipendenti capace di identificare e rimuovere le notizie false”. La discussione si è spostata sul piano politico, con Beppe Grillo che ha attaccato il presidente dell’Antitrust, sostenendo che la post-verità in politica sia una minaccia alla democrazia e parlando di “nuovi inquisitori che vogliono un tribunale per controllare il web”. Pitruzzella ha poi ribadito che la sua non è una censura ma è un’opera mirata a rafforzare i diritti sulla rete. La polemica sembra essere solo all’inizio e probabilmente durerà per tutto il nuovo anno e anche oltre.

Lo sviluppo di auto a guida autonoma ha poi innescato un dibattito su come gestire al meglio eventuali problemi di carattere etico: in base a quali criteri, ad esempio, l’intelligenza artificiale al volante dovrebbe scegliere di schiantarsi contro un palo pur di evitare un passeggino, ancorché quest’ultimo non si trovi sulle strisce pedonali?

In definitiva, il dibattito sui recenti sviluppi tecnologici tende a spostarsi sempre più dai profili tecnici agli sviluppi di tipo etico-culturali. Oltre al caso appena visto delle auto a guida autonoma, l’esempio più eclatante è quello delle implicazioni derivanti dalle cosiddette bufale (“post-verità”) rispetto alle quali il governo tedesco è deciso a intervenire in maniera molto severa ed è presumibile che presto sarà imitato dagli Esecutivi di altri Paesi.

Il mondo della tecnologia, quindi, sempre di più si presta a entrare nel dibattito comune, in quanto, grazie alle sue tante sfaccettature, le discussioni sul suo futuro vedono come protagonisti non solo gli informatici ‒ appassionati agli aspetti tecnici innovativi ‒ ma anche i sociologi, gli esperti di mass-media, di etica, e così via, preannunciandosi ricco di sviluppi e di interessanti novità.

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