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Social network e giovani: dove sono i genitori?

Social network e giovani: dove sono i genitori?

di Beatrice D’Amico e Sofia Bruni

I social network, servizi disponibili gratuitamente tramite Internet, permettono una comunicazione ad ampio raggio. Rappresentano un fenomeno che ormai si sta sviluppando su scala mondiale. Facebook, Twitter, Snapchat, Instagram, solo per citarne alcuni, sono utilizzati da moltissime persone e diffusi soprattutto tra i giovani per comunicare, socializzare e condividere contenuti multimediali quali, per esempio, musica, immagini, video e testi. In particolare, gli adolescenti fanno largo uso di social.

In base a un sondaggio sull’utilizzo dei social network tra i giovani svolto dalla redazione di Numero Zero presso un campione di 284 adolescenti che frequentano 5 scuole romane e 1 scuola della provincia di Roma, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, quasi tutti gli intervistati utilizzano i social (95%).

La maggior parte del campione utilizza i social fino a 3 ore al giorno (78,1%) e una minoranza, comunque significativa (16,2%), addirittura oltre le 3 ore.

Tab. 1 – Ore trascorse sui social network dai giovani durante il giorno

Ore trascorse sui social al giorno V.A. %
Fino a 1 ora 110 38,7
Da 1 a 3 ore 112 39,4
Oltre 3 ore 46 16,2
Nessuna 14 5
Non risponde 2 0,7
Totale Risultato 284 100

La maggior parte utilizza Instagram e Facebook (rispettivamente 32,3% e 31,4%) soprattutto per comunicare con gli amici (50,7%).

Tab. 2 – Tipo di social network maggiormente utilizzato

Tipo di social maggiormente  utilizzato V.A. %
Facebook 89 31,4
Snapchat 29 10,2
Instagram 92 32,4
Altro 64 22,5
Non risponde 10 3,5
Totale Risultato 284 100

Tuttavia, come affermato da Anna Rita Pongetti, psicologa dello Sviluppo, dell’Educazione e del Benessere, la comunicazione tramite web è esclusivamente virtuale quindi prevede parametri totalmente diversi da quelli che caratterizzano quella reale. La comunicazione virtuale, se prevalente nella vita di un adolescente, rischia di far perdere la ricchezza della relazione reale, l’unica che permette di riconoscere e comprendere le emozioni dell’altro e quindi le proprie.

L’utilizzo inappropriato e abusato dei social, inoltre, può comportare conseguenze negative anche importanti per lo sviluppo di ragazze e ragazzi.

Tab. 3 – Motivazioni alla base dell’utilizzo dei social network

Motivazione all’utilizzo dei social V.A. %
Giocare 15 5,3
Conoscere nuove persone 14 4,9
Restare in contatto con gli amici 144 50,7
Altro 101 35,6
Non risponde 10 3,5
Totale Risultato 284 100

Secondo l’esperta, infatti, l’adolescenza è una fase di crescita molto delicata, critica, perché è in essa che si definisce la formazione dell’identità e i social network vengono interpretati e usati da ragazze e ragazzi come mezzi per sviluppare una propria concezione di sé o come luoghi per sperimentare il proprio senso di appartenenza al gruppo. In questo senso si può dire che il web rappresenti una vetrina pubblica del sé che espone i giovani nello tempo stesso a critiche e apprezzamenti. Se quindi, da una parte, attraverso i social, l’adolescente può esprimere se stesso, condividere interessi ed esporre opinioni in apparenza in modo molto “libero” e “facile”, dall’altra, motivato dai bisogni di appartenenza sociale e di sicurezza tipici di tale età, può rimanere invischiato in un rapporto con la tecnologia che si basa sull’eterna attesa di gratificazioni.

Allo stesso tempo il “servizio di rete sociale” diviene veicolo di giudizi negativi dagli effetti drammatici, poiché molto spesso tali critiche offensive sono “di massa” e chi le subisce non riesce a difendersi, vivendole tra l’altro, proprio a questa età, come verità assolute.

Alcuni studi recenti si soffermano su tali conseguenze del cattivo utilizzo dei social. Tra questi fattori di rischio si evidenzia il cyber bullismo che sembrerebbe ormai coinvolgere circa l’80% degli adolescenti con esiti la maggior parte delle volte tragici.

Dal sondaggio svolto presso le scuole di Roma e Provincia dalla redazione di Numero Zero emerge al riguardo un dato che spinge a riflettere: il 35% del campione – più di un ragazzo su tre – dichiara di aver ricevuto, almeno una volta nella vita, minacce o giudizi offensivi tramite un social network.

Tab. 4 – Giudizi offensivi dati e/o subiti tramite social network

Insulti dati e ricevuti V.A. %
Più volte 32 11,3
1 volta 55 19,3
Spesso 13 4,6
Mai 180 63,4
Non risponde 4 1,4
Totale Risultato 284 100

Molte ricerche, infine, individuano una correlazione tra l’abuso nell’utilizzo dei social e la possibilità di sviluppare comportamenti di dipendenza da alcol e droghe.

– Quindi social sì ma con cautela! – ribadisce l’esperta.

La psicologa sottolinea l’importanza del fatto che i ragazzi e le ragazze ricevano un’adeguata educazione all’utilizzo della tecnologia che inevitabilmente fa parte della loro quotidianità.

In questo senso è fondamentale il ruolo dell’adulto di riferimento per il giovane, dagli insegnanti a soprattutto i genitori.

Tab. 5 – Controllo da parte dei genitori sull’utilizzo dei social network

Controllo dei genitori V.A. %
Totale 14 4,9
Solo parziale 45 15,8
Non gli interessa 40 14,1
No, si fidano di me 177 62,3
Non risponde 8 2,9
Totale Risultato 284 100

Attraverso il sondaggio è stato indagato anche questo aspetto di “supervisione” dei genitori. Nello specifico si è rilevato che nella percezione di quasi tutti gli adolescenti interpellati, la famiglia non controlla l’utilizzo dei social da parte dei figli, perché c’è fiducia (62,3%), oppure esercita un controllo solo parziale (15,8%). Inoltre, alcuni giovani (14,1%) credono che i genitori non siano interessati alle loro attività in rete.

Alla luce di quanto detto dall’esperta è proprio su questo dato che bisognerebbe intervenire in modo incisivo attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte agli adulti affinché possano educare i giovani a un migliore utilizzo dei social.

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